• Danny Caprio

Katy Monique Cuomo - Intervista

Oggi parleremo della vincitrice dell'ultima edizione del MEDFF 2018, la regista Katy Monique Cuomo con il suo pluripremiato #Arsenic un cortometraggio che vale la pena di guardare per apprezzare le qualità di Katy come regista e della sua giovane attrice protagonista (secondo posto come miglior attrice della competizione). Con Arsenic ha davvero fatto il pieno, mostrando le debolezze e al tempo stesso la forza che risiede nelle donne, un viaggio senza una meta, come un volo verso un cielo nuvoloso. Cosa ci sarà mai dietro quelle nuvole? E' la domanda alla quale la regista lascia volutamente aperto il dibattito filosofico dopo la visione di Arsenic. Aggiungerei, personalmente, che ho avuto la fortuna di far parte della giuria che ha valutato questo film e ne sono rimasto affascinato.


Hai vinto due premi nell'evento estivo del MEDFF con Arsenic. Da cosa nasce il titolo del film che tra l'altro ti vede recitare?


L’arsenico a cui fa riferimento il titolo, è per me qualcosa di simile allo spleen di Baudelaire, quella malinconia creativa che sembra un veleno ma in realtà è ciò che ti fa sentire vivo.


Com'è nato il progetto del film? 


Il film è ispirato a quella che io definisco “la mia adolescenza di fuoco”, un periodo della mia vita, durante il quale, ancora minorenne, ho viaggiato in autostop in Europa, sia da sola che in compagnia di una ragazza dai capelli rossi esperta in esoterismo. Parigi, Amsterdam, Milano, avventure incredibili, come dormire in un treno merci o in un casermone occupato di Conrad straat nella “città dei balocchi”. Poi le idee si trasformano in immagini, il film nasce e acquisisce una sua vita indipendente, quasi sfuggisse al mio controllo o  io fungessi solo da tramite.





L'attrice protagonista ha avuto un ruolo determinante perchè ha tradotto le varie fasi del suo peregrinare in emozioni per gli spettatori. Sul set si avvertiva la stessa sensazione?


Si, ci sono stati momenti molto intensi sul set con Marianna (l’attrice Marianna Dallabetta Armani). So di averle chiesto molto e la ringrazio del meraviglioso lavoro che ha fatto.


C'è sempre un progetto in arrivo ed un altro nel cassetto. e' così anche per te?


Al momento sto lavorando a un progetto di lungometraggio mentre altri due soggetti scalpitano nel cassetto.


Un genere che vorresti provare a fare

Il thriller psicologico


Il cinema in Italia è una lobby chiusa? Sembra quasi che si abbia paura a puntare sul nuovo


Sicuramente non è semplice realizzare il primo lungometraggio ma io sono un’inguaribile ottimista.




Attrice o regista? Cosa preferisci?


Adoro fare entrambe le cose, anche se l’emozione di veder prendere vita una tua idea è molto forte.


Per chiudere in bellezza: il tuo film preferito? Che emozioni ti riporta alla mente?


Faccio fatica a designare il mio film preferito in assoluto, al massimo potrei stilare una “top ten”. Sul podio, al primo posto Marnie di Hitchcock , poi Moulin rouge  di Luhrmann e Moonlight di Jenkins. Questi film mi hanno emozionato molto. Poi,in ordine sparso e per ragioni diverse,Il padrino 2 di Coppola,Toby Dammit di Fellini,L’infernale Quinlian di Welles,Orizzonti di gloria di Kubrick, Pulp fiction di Tarantino,La ragazza con la pistola di Monicelli(nella sua straordinaria semplicità) e L’uomo in più di Sorrentino.Menzione speciale a Dogman di Garrone!Amo anche altre opere di molti degli autori che ho citato, ai quali aggiungerei anche Sergio Leone e Martin Scorsese.


Un in bocca al lupo per Katy per i suoi progetto, sperando di riaverla con noi alla prossima edizione del #MedFF



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